Roma, presto una raccolta fondi per dare nuova spinta al GRAB

Sarà presto annunciata una raccolta fondi per far riparte il Grande Raccordo Anulare per le Bici. Progetto partecipato che prevede la realizzazione di 45 chilometri di anello ciclopedonale all’interno della città di Roma, il GRAB ha rapidamente convinto associazioni e istituzioni come Legambiente e l’allora Ministro delle Infrstrutture e dei Trarsporti Graziano Del Rio, che decise di finanziare l’iniziativa con la legge di stabilità 2016-2018. Sembrava un ottimo inizio, ma il progetto si era poi arenato e dopo il forte interesse iniziale non si era più riusciti ad andare avanti, con solo alcuni tratti ora percorribili. Gli organizzatori ci riprovano ora partendo dal basso, con una raccolta fondi che possa finanziare la segnaletica per i tratti già realizzati e dare l’input decisivo per il completamento del progetto e l’inizio dei lavori, che possono ora contare anche sulla presenza di undici tecnici che hanno dato la loro disponibilità a contribuire in forma volontaria per accelerare i tempi di realizzazione.

Secondo quanto riporta l’AdnKronos, inoltre, c’è stata una accelerazione che ha portato ad una interlocuzione in Comune nella persona di Enrico Stefàno, presidente della commissione Mobilità di Roma Capitale, a cui dovrebbe seguire a breve un incontro per definire la situazione Grab e il suo futuro. Nei giorni scorsi era inoltre intervenuta sul tema anche Rossella Muroni, deputata Leu ed ex presidente nazionale di Legambiente, che aveva sottolineato come questa vicenda “racconta meglio di altre le vere minacce per questa città, ossia l’immobilismo e le occasioni perse”.

Un progetto “di riqualificazione urbana e sociale nato dal basso, che il mondo ci invidia, ma che non riesce a uscire dai cassetti”, del quale la Muroni ha ribadito l’importanza. In un contesto di forte ripresa del settore ciclo e della rinnovata attenzione alla mobilità sostenibile, grazie a numerosi incentivi in questo periodo post-covid che può modificare le nostre abitudini in tema di traffico cittadino, in una capitale che si sta dimostrando tra le città più attente e bisognose di questo cambiamento, sarebbe davvero una grande occasione sprecata perdere “un valore economico stimato da Confidustria-Ancma in un giro di affari di 14 milioni di euro nel primo anno e numeri triplicati nell’arco di quattro”.

Soprattutto quando si pensa che alcuni soldi sono stati già investiti dal Ministero dei Trasporti per lo studio di fattibilità, che fu poi sostanzialmente “donato dai cittadini all’amministrazione”. La palla da due anni a questa parte è dunque nelle mani dell’amministrazione comunale, che dovrebbe creare il progetto esecutivo per portare compimento un’opera dall’enorme potenziale. Un obiettivo che la raccolta fondi vuole ulteriormente semplificare, con l’aiuto di tutti noi.

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A cura di Leonardo Ubrig Delfino

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