Giuseppe Sala conferma la volontà di ampliare la rete ciclabile a Milano. Ospite di “Live – Non è la D’Urso”, in onda su Canale 5, il sindaco del capoluogo lombardo ha ribadito la necessità di adeguarsi alle più grandi metropoli europee, soprattutto in questa fase storica. Anche in Italia, infatti, l’emergenza coronavirus ha modificato le abitudini dei cittadini sul fronte dei trasporti. Le misure in essere per contenere il rischio di contagio, su tutte il distanziamento sociale, suggeriscono di rivedere le regole sulla mobilità. Per questo motivo, mentre il Governo ha adottato l’incentivo del Bonus Bici, le grandi città stanno predisponendo massicci investimenti per ampliare la rete ciclabile, una soluzione che permette di rispettare il distanziamento e di ridurre i livelli di emissioni inquinanti nell’aria.
A far discutere è stata però soprattutto la realizzazione della pista ciclabile che collega Porta Venezia a Corso Buenos Aires, sulla quale pedalano mediamente già 5.000 ciclisti ogni giorno. Diversi automobilisti hanno lamentato la pericolosità di alcuni “incroci” tra la pista ciclabile e la carreggiata, che costringono a manovre pericolose contribuendo ad elevare il traffico veicolare creando ingorghi per rispettare la segnaletica. Tra i maggiori contestatori Riccardo De Corato, ex vicesindaco e assessore regionale alla sicurezza, mentre l’Aci di Milano, nella figura del presidente Geronimo La Russa ha evidenziato le “fragilità” del progetto emerse “con il ritorno della maggior parte delle attività commerciali in città”, pur dichiarandosi “disponibili a dare una mano per migliorare la situazione”.
Sala, che con i lavori iniziati il 29 aprile scorso a Piazza San Babila prevede la realizzazione di 35 nuovi chilometri (numeri ancora molto lontani da quelli di grandi città straniere come Parigi o Montréal), non intende tornare sui propri passi e ha rilanciato la necessità di porre in essere una trasformazione epocale per il capoluogo di cui è primo cittadino dal 2016. “Anche negli altri Paesi stanno facendo ciclabili ovunque – ha sottolineato durante il collegamento – chi non la vede come me ha il diritto di pensarla diversamente. Questo è il bello della democrazia. Quando andiamo all’estero ammiriamo sempre il poco traffico, poi quando tocca a noi le cose cambiano. Questi processi di cambiamento non si realizzano in poche settimane”. Sala ha poi concluso chiamando in causa un precedente relativo alla sua esperienza precedente, da amministratore delegato e commissario unico di Expo: “Quando dissi che avrei fatto un grande Expo venni deriso. Io non sono un sognatore, ma so che questa trasformazione si può fare ed è giusto farlo”.
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