Bonus Bici, servono più soldi: i 120 milioni non basteranno per tutti

Il Bonus Bici è un successo, anche troppo. I soldi stanziati nel Decreto Rilancio infatti appare quasi certo non basteranno e molti utenti rischiano di restare senza l’atteso rimborso, o comunque di non poterne usufruire. Considerato che dovrebbe coprire gli acquisti validi dal 4 maggio al 31 dicembre e una importante varietà di mezzi coinvolti, nel Governo c’è il forte timore che i fondi non siano sufficienti. Ad esprimersi in tal senso sono infatti stati i due Ministri di riferimento della manovra, Paola De Micheli, titolare ai Trasporti, e Sergio Costa, all’Ambiente. Se inizialmente nella prima bozza erano stati stanziati 70 milioni, la cifra era aumentata a 120 milioni nella versione definitiva, ma a questo punto appare inevitabile trovare ulteriore liquidità se si vuole allargare la platea dell’utenza (e soprattutto evitare il rischio che chi ne ha già usufruito si trovi a non poter ricevere il rimborso).

È necessario mettere più risorse“, ha dunque affermato in maniera inequivocabile durante un’audizione in Senato la De Micheli, mentre è alla Camera che Costa ha invitato i parlamentari della maggioranza, in particolare a coloro del suo stesso partito, ad adoperarsi per trovare soluzioni. I fondi delle Aste Verdi, ovvero i proventi che entrano dai pagamenti delle quote che le aziende pagano in base alle emissioni impattanti che emettono nell’ambiente, potrebbero infatti non bastare. Con il Bonus Bici considerata una delle misure più importanti e interessanti delle manovre recenti del Governo, dopo appena tre settimane dalla sua introduzione appare ora un rischio concreto che non tutti coloro che ne vogliono usufruire potranno farlo.

Ovviamente, il timore a questo punto è anche che possa esserci un enorme click-day nel momento in cui la attesa piattaforma (prevista per metà luglio) per ottenere i rimborsi sarà messa online. Il problema attualmente è che, secondo quanto spiegato dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, la dote a disposizione per tutte le modifiche finanziarie all’intero decreto è di appena 800 milioni per poter restare nei limiti del deficit autorizzato dalle Camere. Molti rischiano dunque di restare a bocca asciutta, tanto che c’è preoccupazione che ora si crei una ulteriore corsa all’acquisto, andando ad ingolfare una filiera che si è ritrovata inevitabilmente stressata dalla forte richiesta dopo un lungo periodo di stop.

Ma ovviamente, la prima paura ora è di non ottenere indietro i soldi anticipati.  Ipotizzando infatti un rimborso medio di 250 euro (a fronte di un massimo di 500 € o del 60% del prezzo), per arrivare a coprire tutti i 120 milioni a disposizione della misura sono sufficienti 480 mila acquisti. Un numero importante, che tuttavia tutte le previsioni attuali considerano sarà superato agevolmente (e rapidamente).

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A cura di Leonardo Ubrig Delfino

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