Bari, polemiche sulla pista ciclabile di Corso Vittorio Emanuele

La nuova pista ciclabile leggera di Corso Vittorio Emanuele a Bari è al centro di diverse polemiche. Da un lato i ciclisti del capoluogo pugliese lamentano la presenza di cassonetti e di rifiuti abbandonati che invadono la corsia destinata alle due ruote, mettendone a rischio la sicurezza. Proprio il tema sicurezza era stato oggetto del recente intervento del Sindaco della città, nonchè presidente dell’ANCI, Antonio De Caro che aveva rilanciato alcune sue proposte di modifiche al Codice della strada proprio per favorire la circolazione di ciclisti e pedoni.

Ma la nuova pista ciclabile leggera del centro di Bari è anche l’oggetto della richiesta di chiarimenti da parte del Comitato per la Tutela del Territorio Area Metropolitana allo stesso primo cittadino. Il Comitato sollecita l’Amministrazione comunale a prendere provvedimenti sulla sicurezza dei ciclisti sulla nuova ciclabile e, al tempo stesso, a rispondere riguardo alla pista ciclabile di Santa Caterina ed al tratto locale della ciclovia Bari-Napoli, il cui progetto risulta essere fermo. Questa “ciclovia, già prevista dalla Regione nei propri strumenti di pianificazione, risultava essere stata già inserita dallo stesso Comune di Bari tra gli itinerari principali della rete ciclabile comunale prevista dal Biciplan adottato nel 2013 e nel Biciplan della Città Metropolitana di Bari, oltre che nelle bozze del PUG di Bari da anni in corso di redazione”.

A tal proposito occorre ricordare che la Regione Puglia ha stanziato a 13,8 milioni di euro destinati proprio per ampliare la propria rete di piste ciclabili, finanziando 15 progetti in aree urbane e suburbane. Anche il Comune di Bari risulta essere tra i beneficiari dei finanziamenti, a cui spetteranno al massimo 800.000 euro. Questi provvedimenti, così come la realizzazione di piste ciclabili “light” si inseriscono in un contesto più ampio a favorire una mobilità sostenibile, resa necessaria dalla pandemia coronavirus che ha suggerito l’adozione di incentivi rivolti all’utilizzo delle due ruote senza motore, come l’introduzione del Bonus Bici e di incoraggiare l’uso di mezzi di trasporto che favoriscano il distanziamento sociale alleggerendo al contempo i livelli di inquinamento da CO2.

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A cura di Michele Carpani

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